
In Germania, l'ufficio per la difesa della costituzione, o Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV), è una sorta di polizia costituzionale, che ha lo scopo di investigare e aiutare a perseguire organizzazioni terrostiche.
Se si legge la loro storia, l'idea dietro la formazione di questa organizzazione era quella di prevenire il formarsi di circostanze che avrebbero portato alla perdita delle libertà acquisite dopo la fine del regime nazista.
Ora, non mi voglio dilungare nelle molte critiche che vengono fatte a come quest'organizzazione persegua i suoi obiettivi (e.g. il mandare sotto copertura infiltrati in organizazioni neonazi, finendo di fatto per finanziarle), semplicemente mi limito a riportare e a commentare l'ultima controversa decisione dell'agenzia.
La settimana scorsa, con la publicazione di un dossier sull'attività di gruppi secolari pro-Palsestina, il BfV ha classificato alcuni simboli e slogan come simboli d'odio, estremisti, o antisemiti.
Tra questi il cocomero, specialmente se nella forma di dello stato storico della Palestina, Handala (il personaggio utilizzato sopratutto dal movimento BDS per raprresentare la reistenza Palestinese). Tra i vari slogan, ci sono "From the river to the sea palestine will be free!" e "Baby killer israel" .
Ora, la giustificazione per "From the river to the sea palestine will be free" è che questo sarebbe uno slogan che auspica alla distruzione di israele ed è pertanto antisemita.
Senza spiegare qui come questo stesso ragionamento sia antisemita - come l'identificazione dell'organizzazione terrorista riconosciuta come stato d'Israele con il giudaismo o con gli ebrei sia vissuta da molti ebrei (seppure una minoranza) come antisemita - semplicemente possiamo riconoscere come ci sono molti modi in cui l'occupazione in palestina può essere risolta, non necessariamente violenti.
Ad esempio, personamente ciò che auspico, quando uso quello slogan, è una trasformazione come quella del Sudafrica post-apartheid: lo stato d'Israele, come istituzione etno-suprematista nazista, cessa di esistere — cambia bandiera, costituzione, nome, diventa lo stato di Palestina. I cittadini ebrei israeliani diventano cittadini della nuova entità democratica Palestinese, con pari diritti e doveri. È la fine di un regime, non di una popolazione, tantomeno di una religione. Questo è il senso in cui "From the river to the sea" può essere letto (il senso inteso da ogni attivista con cui abbia parlato)e il BfV, collassando deliberatamente questa distinzione, non combatte l'antisemitismo: lo amplifica.
Infine, giusto per notare un altro elemento della psicosi istituzionale tedesca sul tema, il BfV dichiara che lo slogan "Baby Killer Israel" sarebbe antisemita in quanto "basato su cospirazioni e teorie del complotto atisemite, che invocano le accuse medioevali di omicidi e sacrifici umani rituali di bambini, rivolte agli ebrei".
Personalmente non riesco a descrivere, se non come perversa e psicotica questa inversione di realtà. Imputare intenzioni antisemite a questo slogan, in virtù di tropi medioevali, è asurdo, dal momento che Israele ha ucciso decine di migliaia di bambini, in palestina da ottobre 2023. Probabilmente centinaia di migliaia di bambini, dato che i dati sono seriamente sottoriportati(dato che le vittime reali per cause dirette e secondarie sono secondo alcune stime, inclusa quella di Francesca Albanese, si aggirerebbero intorno alle settecentomila).
L'esercito israeliano ha bruciato bambini vivi, li ha decapitati, li ha colpiti con fucili da cecchino, li ha rapiti e violentati; ha vaporizzato madri che allattavano i loro nuovi nati, ha sterminato famiglie, ha affamato fino alla morte, o fino a danni per la salute che li accompagneranno per sempre, un quantità simili di bambini sopravvissuti al genocidio.
Israele è un organizzazione che stermina bambini ogni giorno, e che ne ha sterminati, mutilati, traumatizzati, resi orfani, centinaia di migliaia negli ultimi due anni e mezzo, in Palestina, in Libano, in Iran, e non mostra segni di voler smettere.
Chiamare Israele uno stato che uccide bambini non è una litania antisemita: è una descrizione accurata di ciò che Israele fa, ogni giorno, con sistematicità genocida. Il BfV, criminalizzando questa descrizione, non difende nessuno, prova a cancellare la realtà.